
Tutta la verità sulle licenze a pochi euro di Windows, Office, Adobe & Co: affare o rischio?
Tutta la verità sulle licenze a pochi euro di Windows, Office, Adobe & Co: affare o rischio?
Se hai mai cercato online una licenza di Windows 10 o 11, Microsoft Office o magari Adobe Photoshop, ti sarà sicuramente capitato di incappare in quei siti che promettono chiavi originali a prezzi stracciati. Tipo 5€ per Windows o 15€ per l’intera suite Office. Un sogno? Forse sì. O forse è una zona grigia legale dove la convenienza ha il suo prezzo… potenzialmente salato.
In questo articolo ti spiego come funzionano queste licenze, cosa ci sta dietro, cosa dice la legge italiana ed europea, quali sono i rischi, e cosa ne pensano Microsoft, Adobe & co. Tutto in un tono chiaro, come se ci facessimo due chiacchiere davanti a un caffè.
Cominciamo dall’inizio: come è possibile che costino così poco?
La risposta breve: non sono licenze “normali”.
Ecco i principali tipi che trovi online:
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Licenze OEM: originariamente legate all’hardware, pensate per i produttori di PC. Una volta installata su un dispositivo, dovrebbe rimanere lì.
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Licenze volume MAK/KMS: vendute a grandi aziende o enti pubblici, che acquistano pacchetti con molte attivazioni.
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Licenze Education: pensate per studenti, scuole o università.
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Licenze dismesse/usate: legali in Europa, a patto che vengano vendute rispettando certe regole (ci arriviamo tra poco).
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Licenze rubate o generate illegalmente: qui si entra nel vero e proprio illecito penale.
Chi vende queste chiavi a prezzi stracciati spesso ricicla licenze inutilizzate, aziendali o scolastiche, o le prende da paesi dove i prezzi sono più bassi, sfruttando un certo “vuoto normativo”.
Ma è legale comprare queste licenze?
La risposta è: dipende da come sono state ottenute e da chi le usa.
In Italia e nell’Unione Europea:
Nel 2012, la Corte di Giustizia Europea (caso UsedSoft vs Oracle) ha stabilito che è legale rivendere software usato, anche se è distribuito via download, a patto che:
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Sia stata acquistata in modo legittimo.
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Sia stata dismessa (cioè l’utente precedente non la usa più).
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Venga venduta in modo tracciabile.
Quindi, sì, puoi comprare una licenza usata di Windows o Office. Ma attenzione: deve essere autentica e non deve essere ancora utilizzata da qualcun altro. Inoltre, il venditore deve poter dimostrare che quella licenza è “libera”.
Quello che non puoi fare:
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Usare licenze scolastiche se non sei uno studente o docente.
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Usare licenze aziendali se non fai parte di quell’azienda.
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Comprare licenze rubate o ottenute da “generatori” automatici.
E cosa ne pensa Microsoft? E Adobe?
Ovviamente non ne sono entusiasti.
Microsoft, ad esempio, continua a sostenere che solo le licenze acquistate tramite i loro canali ufficiali sono sicure e affidabili. Ma non può fare molto, almeno in Europa, contro la rivendita di software usato se avviene legalmente.
Adobe è più restrittiva: le sue licenze moderne sono quasi tutte legate a abbonamenti online (Creative Cloud), quindi difficilmente troverai “licenze a vita” genuine. Quelle che vedi online a prezzi bassi sono quasi sempre copie pirata, o attivazioni con crack e seriali generati. In questo caso, si rischia davvero grosso.
Cosa si rischia a usare queste licenze?
1. Blocco della licenza
Microsoft può rilevare attivazioni sospette e disattivare una chiave, anche dopo mesi.
2. Perdita di dati o virus
Molte chiavi “economiche” si accompagnano a link a ISO o installer modificati con malware.
3. Violazioni legali
Usare software pirata può portare a multe (soprattutto per aziende e professionisti), sequestri o azioni civili da parte del produttore.
4. Nessun supporto ufficiale
Se hai problemi con l’attivazione o con il software, scordati l’assistenza.
Ma allora chi può comprarle (e chi dovrebbe evitarle)?
Chi può rischiare (con cautela):
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Privati, per uso personale.
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Persone con competenze informatiche che sanno cosa stanno facendo.
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Chi accetta il rischio di dover cambiare chiave in futuro.
Chi dovrebbe evitarle:
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Aziende (perché in caso di ispezione sono guai).
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Professionisti (il software è un bene strumentale, va tenuto in regola).
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Enti pubblici o scuole (devono rispettare normative precise).
Come capire se una licenza è “sana”?
Ecco qualche dritta:
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Verifica che il venditore rilasci fattura o ricevuta.
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Controlla da dove proviene la chiave.
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Evita chi ti invia solo il codice senza istruzioni chiare.
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Diffida da chi promette “attivazione a vita” con software che di solito è in abbonamento (come Office 365 o Adobe Creative Cloud).
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Se ti vendono una chiave OEM, usala solo su una macchina e non aspettarti di poterla riutilizzare.
In conclusione: affare o rischio?
Come sempre, dipende.
Se sei un utente privato che vuole risparmiare su Windows o Office, e scegli con attenzione un venditore affidabile, potresti fare un affare legittimo.
Ma se sei un’azienda o professionista, meglio non rischiare. Le sanzioni superano di gran lunga il risparmio.
E soprattutto: se qualcosa costa 5 euro quando ufficialmente ne vale 150… chiediti perché.
